Essere negli escrementi, per usare un eufemismo, significa generalmente passare un brutto momento, ma che dire di chi invece se ne fa ricoprire apposta?

Il Gore Habba

In uno sperduto paesino dell’India, il piccolo villaggio di Gummatapura, al confine tra gli stati di Karnataka e Tamil Nadu, tra metà ottobre e inizio novembre si tiene la festa di Diwali, una delle feste più popolari dell’induismo la quale simboleggia la spirituale “vittoria della luce sulle tenebre, del bene sul male e della conoscenza sull’ignoranza”. 

Per concludere questo periodo di festa che dura cinque giorni, la gente del luogo, e anche chiunque altro voglia partecipare ( non molti, secondo noi) dà vita ad una insolita quanto disgustosa battaglia di sterco di vacca.

Tutti felici si rotolano in esso, ricoprendosi sorridenti da capo a piedi poiché viene considerato come curativo, lanciandosi munizioni messe da parte mesi prima. Uno dei partecipanti ha dichiarato:

Lo sterco di vacca è molto naturale e ha molti benefici medicinali. Altri potrebbero dire che se ci lanciamo sterco di vacca l’uno contro l’altro, avremo qualche infezione o addirittura qualche malattia. Ma con la fiducia del nostro dio Beereshwara, stiamo giocando con lo sterco di vacca, quindi non ci succede nulla.

I mille utilizzi dello sterco di vacca

Secondo la cultura indiana infatti una delle loro divinità, Beereshwara Swamy, sarebbe nata dal letame, e per questo il prodotto che noi al massimo utilizziamo come concime, diventa per gli indiani un ingrediente per prodotti di bellezza e artigianato artistico, oltre ad essere utilizzato come combustibile per stufe e isolante nelle case.

Lo sterco prima di essere utilizzato viene adornato con fiori di calendula e portato con carri trainati da bestiame in un tempio locale dove i sacerdoti eseguono un rituale di benedizione, ecco perché viene considerato curativo. Sebbene tutti possano partecipare, in realtà sono solo gli uomini a prenderne parte, le donne però possono guardare.

Tutto questo può sembrare fuori dal mondo e disgustoso ma c’è da ricordare che per gli induisti le mucche sono considerate sacre, precisamente vi vedono “un simbolo sacro della vita che va protetto e riverito” e che comunque ogni cultura ha le sue usanze che possono sembrare strane per chi non è del posto.

Di Nunzia

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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