Spesso nella lingua italiana vengono introdotti dei nuovi termini, sovente anglofoni, per descrivere nuovi comportamenti, manie, fobie o disturbi, in quanto il linguaggio riflette la realtà sociale, i cambiamenti accorsi tra la gente nel corso del tempo e il suo benessere.

Uno di questi neologismi è il doomscrolling, un termine composto da scrolling, ovvero scorrere, riferito allo schermo di un telefonino, tablet o pc, e dooms, cattive notizie, sventure.

Quindi il doomscrolling altro non è che la ricerca, ossessiva, di cattive notizie sugli schermi dei nostri dispositivi elettronici; non a caso è stato coniato ed è entrato nell’Oxford Dictionary nel 2020, in piena pandemia. Cioè in un momento storico in cui eravamo letteralmente bombardati, ogni giorno ed ogni istante della giornata, da cattive notizie riguardanti morti, nuovi contagi e ricoveri; ci siamo trovati a  non poter scorrere i post sul cellulare senza imbatterci in almeno un paio di tragedie, se non di più. Lo stesso accade accendendo la tv, sono maggiori le pessime notizie che quelle positive, quindi è un fenomeno che rischia di coinvolgere tutti, a ogni età.

Quante volte ci è capitato di iniziare a leggere il resoconto quotidiano delle sventure al mattino, e tornare a cercare le stesse pessime notizie a ora di pranzo, e ciclicamente ogni tot ore. Ecco, siamo diventati vittime del doomscrolling.

Assaliti da ansia e paura

Questa overdose di pessimi annunci ha aumentato l’ansia e la depressione in  chi già ne soffriva, validando così la sua già pessimistica visione del mondo, ecco perché è una pessima abitudine  nella quale è facile cadere. Ed è difficile scrollarsela poi di dosso, grazie anche al facile accesso alle notizie e ai social network. Vogliamo tenerci costantemente informati perché viviamo in un clima di incertezza, vorremmo sapere cosa accade nel mondo in ogni momento come se non facendolo rischiassimo di non farne più parte. Questo ci porta ad essere in uno stato di tensione e allerta continui, e ci fa entrare in un circolo vizioso.

Ma perché è così negativo diventare vittime di doomscrolling? In fondo sono solo notizie che riguardano altri. In realtà non è proprio così.

Assimilare negatività

Anche se potrebbe sembrare una pratica innocua, potremmo infatti pensare che in fondo stiamo solo leggendo delle parole scritte, è un’abitudine che alla lunga diventa deleteria per il nostro benessere psico-fisico. Ogni volta che apriamo una news che riporta dei fatti tragici, sebbene non ce ne rendiamo conto e pensiamo di essere abituati, in realtà il nostro cervello registra e soffre, ci carichiamo di problemi e sofferenze che non sono nostri, assorbendoli inconsapevolmente e quindi alimentando un senso di disagio che è proprio delle persone depresse e ansiose.

Possiamo porvi rimedio? Certo, come tutte le dipendenze ci sono modi per combattere anche il doomscrolling.

Innanzitutto cercando di evitarlo il più possibile, ovviamente. Potremmo darci degli orari in cui consultare le notizie, stabilendo dei tempi ristretti, e dedicandoci poi immediatamente dopo ad attività piacevoli che sgombrino la mente da cattivi pensieri e pessimismo.

E soprattutto evitando di usare il cellulare appena svegli, quando mangiamo e subito prima di andare a letto.

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