Tutti mentono, inutile nascondersi, chi più chi meno; chi abbellisce la realtà per renderla più affascinante agli occhi degli altri e chi nasconde qualcosa per non prendersi responsabilità.

Inoltre c’è chi omette, le cosiddette bugie bianche, per non ferire l’altra persona. Ma esiste anche il bugiardo patologico, quello che non riesce a fare a meno di mentire e gli viene così naturale da non rendersene quasi nemmeno conto. Ma perché mentiamo?

Anche i bambini mentono

Mentire è naturale, anche i bambini lo fanno, come riporta Focus:

lo dimostra un esperimento dei due psicologi canadesi Angela Evans e Kang Lee, che hanno chiesto ad alcuni bambini tra i due e i tre anni di età di non utilizzare un giocattolo mentre non li guardavano. Prevedibilmente l’80% dei piccoli volontari ha trasgredito all’ordine. Ma quando gli psicologi hanno chiesto loro se avevano obbedito, se la maggior parte dei bambini di due anni non ha resistito e ha confessato, buona parte di quelli più grandicelli hanno invece preferito mentire.

Tra l’altro pare che tendiamo a mentire di più quando siamo sotto pressione, questo perché cerchiamo la soluzione più immediata per risolvere una questione.

Anche sentirci in condizione di inferiorità, per esempio in una relazione, potrebbe influire sulla nostra sincerità per assumere più importanza agli occhi dell’altro.

Le diverse motivazioni

Quale che sia il motivo per il quale mentiamo, lo facciamo sempre consapevolmente poiché nessuno può dire una bugia senza intenzionalità e consapevolezza, essa infatti non è mai fine a se stessa ma un tentativo di ottenere beneficio rispetto alla verità. Esistono diverse motivazioni che ci spingono a mentire, vediamone alcune.

Le bugie di evitamento sono comuni a bimbi e adulti e servono in linea di massima a sfuggire ad un conflitto, una punizione, un rifiuto.

Le bugie di difesa sono quelle di cortesia, dette per non ferire l’altra persona, come quando riceviamo un brutto dono ma ci mostriamo ugualmente contenti; le bugie di acquisizione sono assimilabili a quelle di timidezza e a quelle di autoinganno: mentiamo per dare un’immagine migliore di noi o nascondiamo qualcosa a noi stessi per non soffrire.

Infine ci sono quelle di discolpa, comuni nei bambini, e quelle gratuite che “vengono dette con lo scopo di divertire, per allegria o per dare sfogo alla fantasia. Potrebbero sottolineare il bisogno di attenzione o il bisogno di sentirsi capaci e ben visti agli occhi degli altri”.

Mentire fa male

Come riporta uno studio illustrato su StateofMind dire bugie fa male a livello sia fisico che mentale. Secondo studi su un campione di persone:

al diminuire delle menzogne, diminuivano il numero e la gravità dei disagi psicologici, tra cui malinconia e tensione, e fisici, in particolare mal di testa e mal di gola; di contro, un maggior uso delle bugie comportava un’accentuazione di disagi psicologici e fisici.
Infine, dalla ricerca è emerso che le persone che erano state istruite a non mentire, riportavano un miglioramento nei loro rapporti interpersonali e, complessivamente, le interazioni sociali erano migliori.

È proprio vero che “la verità rende liberi”.

Di Nunzia

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

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