Per convenzione non vanno fatti in pubblico ma solo nel privato, quando scappano sono tutti in imbarazzo e le uniche persone alle quali sono permessi sono i bambini; di cosa parliamo? Dei peti, ovviamente, che tutti fanno ma di cui nessuno parla.

Una funzione del tutto naturale del nostro corpo ma che a differenza di altre deve essere tenuta quasi nascosta, come se ammettere di farne debba essere motivo di vergogna.

Ma non è affatto così, anzi. Diciamolo, scoreggiare fa bene alla salute e dimostra che il corpo sta bene, a patto che le flatulenze rispettino dei requisiti. Vediamo quali.

Cosa sono le flatulenze

La flatulenza è data dalla produzione di una miscela di gas, formata da aria ingerita attraverso il fumo, la masticazione troppo veloce o l’ingestione di bibite frizzanti, e da gas prodotti da batteri che vivono nel nostro intestino. I gas sono inodori, tranne il solfuro di idrogeno che assieme ad ammoniaca e altre sostanze prodotte da particolari ceppi batterici, provocano il cattivo odore.

Ogni persona emette tra 400 a 1.200 centimetri cubici di gas al giorno, che corrispondono a circa 5 bicchieri, e la velocità media di ogni emissione di aria è di 11 km/h.

Ma perché fanno bene?

I benefici dei peti

Un organismo che sta bene emette aria dalle 10 alle 20 volte al giorno, se la frequenza è di troppo superiore può dipendere da due fattori, o un’intolleranza alimentare o la dieta stessa; il cibo infatti influisce, più fibre alimentari producono più aria e gas da espellere.

Emettere aria riduce il gonfiore quindi ci fa sentire immediatamente meglio, e non fa bene trattenere per troppo tempo poiché il gas accumulato potrebbe alterare il funzionamento dell’intestino e provocare anche dolorosi spasmi causati dalle sacche d’aria nel tratto intestinale. A lungo andare tra l’altro si potrebbe sviluppare anche stipsi.

Quindi un corpo che sta bene emette aria nella misura giusta e non troppo maleodorante, in caso contrario dovremmo preoccuparci, vediamo quando.

Quando preoccuparci

Quando aumenta la frequenza, come detto, associata a dolori addominali, potrebbe essere sintomo di disordini digestivi come la sindrome dell’intestino irritabile.

Stesso discorso per l’intolleranza al lattosio o ai carboidrati a catena corta, i quali non vengono completamente digeriti a livello del colon e creano fermentazione richiamando anche moltissima acqua. Tra questi i latticini, i cereali, i legumi e alcuni zuccheri.

In ogni caso è bene sempre rivolgersi al proprio medico se ci sembra che ci sia qualcosa che non va.

Gli alimenti che aumentano il gas

Fermo restando che tutti gli alimenti attraverso il processo di decomposizione producono gas, ce ne sono alcuni che potremmo limitare se pensiamo di emettere troppa aria. Bisogna ridurre il consumo di latticini gelato compreso, alcune verdure come i cavoli, i broccoli, cipolle, ravanelli e cavolfiori oltre che tutti i legumi. Inoltre le bevande gassate, l’eccesso di cibo e una masticazione troppo veloce contribuiscono a introdurre molta aria nell’addome.

Infine nella fitoterapia si usano alcune piante medicinali capaci di prevenire la formazione di gas o favorirne l’espulsione, la più nota è il finocchio, seguito da cumino, anice, camomilla, menta, melissa e angelica.

Di Nunzia

Scrivo per passione e leggo per necessità, amo gli animali, la natura e la vita. E con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.